Due anni d'amore fuori dall’ordinario
- Leveza Yoga
- Apr 2
- 4 min read
Esattamente come in una love story in cui non si capisce come si sia arrivati insieme fino a questo momento, giorno dopo giorno mossi solo dal desiderio di stare insieme, mi ritrovo a contare un altro anno di questa relazione.
Tra poco YŪYAM compie 2 anni.

La data precisa non la so, ricordo solamente che era Pasqua del 2024 quando ad Atene decisi di comprare delle pietre stupende: Agata Blu come l’oceano, senza sapere bene cosa sarebbe diventata. Dissi alla mia amica: “Ho paura di sentirmi sola quando torno a Lisbona. Magari riprendo a fare i mala, così mi passo il tempo.”
E voilà, le pietre diventarono le mie partner, il mio focus, il motivo per cui svegliarsi e vedere bellezza dove non la vedevo più, a causa di un periodo assolutamente buio per l’amore, per come lo intendevo allora.
Quando mi apro e racconto questa storia, vorrei non venga frainteso il valore che attribuisco alle pietre: non credo salvino chiunque dal dolore tipo un Brufen. Credo però che siano un rimedio al mal d'amore, quello sì :)
Per ridere dico sempre che ho collezionato più partner e storie d’amore, che anni anagrafici. Ho avuto solo storie “serie”, e non so come ho fatto ad averne così tante. Ho veramente vissuto per 39 anni solo per essere in una coppia. Ho ricevuto e dato di continuo, ho vissuto tanto romanticismo, brividi d'avventura spericolata, progetti insieme e separazioni continue. Ho pianto disperata sotto ponti e monumenti famosi, dall'America all'Asia. Mi sono riscattata da inganni e tradimenti, pure peggio di quelli che avevo inflitto io. Circoli e cicli viziosi che sembravano dissolversi o migliorare con la ricerca spirituale, ma la paura del non essere mai abbastanza aumentava. Davvero, come sentimenti non mi sono fatta mancare nulla.
Tranne il sentire me.
Quello proprio non lo consideravo granché.
E forse l'idea mi sapeva pure un pò da sfigata.
Qui in Portogallo mi sono innamorata due volte, di anime talmente simili alla mia che per forza ci si annullava, anziché sommarsi. Loro, i miei specchi, mi hanno dato esattamente quello che mi serviva per arrendermi all’evidenza che stavo mancando, evitando il mio percorso, quello che le donne della mia famiglia hanno annusato, intuito e evitato in tutti i loro viaggi e diaspore.

Complice questa terra in cui sono sradicata e obbligata a molti silenzi, ma anche libera di essere tutto ciò che mi pare; complice il clima e gli spazi che ti fanno amare il fatto di avere un corpo umano e il poter stare in mezzo alla natura; complice lo spazio lasciato da questi uomini, complici le pietre…. piano piano il tempo si è riempito di me. Non l’avevo programmato, l’ho notato come si notano gli anni che passano e sono pieni di memorie e certezze. E così cominci a sorridere da sola, a guardarti dall'esterno e farti tenerezza, a raccogliere fiori per te, a voler meno distrazioni perché ti diverti un sacco quando fai le tue cose, e a sentire tutte le donne come sorelle.
Le pietre mi hanno radicata, sì. Per una super Vata (costituzione aria/etere in Ayurveda) come me, sono una presenza importante da custodire. Alcune sono specchi, altre voci, altre visioni. Ma più di tutto sono connessioni e mi hanno connessa proprio alle donne. Già lo yoga lo aveva fatto, ma con loro sono entrata a pieno nell'universo del femminile, delle pratiche alternative (alcuni le chiamano "witchy"). Quello che descrivo a tante donne è successo con le piante e le erbe, l'uncinetto, i saponi, gli specchi, l'interpretazione dei sogni, la numerologia, gli olii essenziali, i tarocchi o l'astrologia. Ad ognuna la sua magia.
YŪYAM in sanscrito significa TU, in senso plurale/collettivo, come il YOU inglese.
Io e le pietre siamo diventate “amuleti”, che sono (spero) la vostra fonte di energia, direzione, ricordo, autostima, protezione e radicamento. Senza di voi, muse e mentori, non avrei mai conosciuto e mantenuto vivo ciò che mi rende così felice oggi. Ve lo ripeto un pò troppo forse, non vorrei sembrare ruffiana...ma è solo perché vi mancano dei passaggi. Ho ripetuto i vostri nomi ad ogni pietra infilata nel filo con cui ho fatto le vostre collane, mala, bracciali. I nomi, a volte i volti, si mischiavano con i numeri mentre contavo, e sono stati la mia ancora nella ripetizione, nel passaggio del tempo, nel mio divenire autonoma emotivamente.
Lo so che non suona attraente o eccitante come le storie d'amore tradizionali, ma questa è la mia.
Vi condivido questa storia per darvi un panorama in più, perché io ne avevo bisogno e magari qualcuna di voi ne avrà bisogno in futuro. Mi stava strozzando il modo in cui volevo crescere a tutti i costi, al quale non ero chiaramente destinata. Negli anni passati non c'erano molti esempi alternativi a cui potermi ispirare. Mi vedevo solo come una fallita per non essere riuscita a far durare per sempre nessuna delle tante occasioni di relazione che avevo avuto. Il punto è che la relazione ce l'ho sempre avuta e mai l'avevo onorata: quella con la mia anima, con le mie sorelle di sangue, con mia madre.
Credo si tratti di qualcosa che va oltre dall'essere destinate o no, dall'essere pronte o fortunate: questa sensazione di appartenenza prima o poi arriva a tutte. È la sensazione che non sei mai sola, mai. Anche quando lo sei fisicamente. Piano piano, il bicchiere si riempie per tutte. E gli/le altr* che risuonano come te diventano un dono, non un bisogno. Se se ne vanno, l* ami, perché la cosa che ti rende più felice è dentro di te. È quell'energia che ti anima al mattino e ti fa fare tutte le cavolate che fai!
Cambiare lo sguardo e vedere le cose da un altro punto di vista, fa rinascere.
Se non con le pietre o con Sirsasana, di sicuro con il nutrimento dell'energia creativa - ed in quanto donne, ne abbondiamo.

Questa è la storia di come è nata YŪYAM. Chissà se riuscirò a scrivere della storia di come è cresciuta. Intanto sorrido, e mi piace pensare che arrivare a leggere fino qui vi abbia alleggerite da un dolore che forse anche voi avete provato simile al mio. Buona Pasqua donne, buon risveglio e che la vostra rete di donne sia sempre con voi 🌼



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