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Un bagno nell'Archetipo della Trasformazione, Arte e Divinità Focose

Care e cari,

vi scrivo in questo momento dalla mia vasca da bagno, in totale sicurezza e coccolata dalle mie passioni e lentezza. Vi scrivo, perché scrivere è una pratica che è tornata nella mia vita da quando ho trovato questa casa isolata sul crinale della costa portoghese, che mi ospiterà fino alla prossima stagione. Spero di tenervi compagnia, come lo fa con me l'idea di parlare con qualcun@ di voi.


Ho tanta voglia di condividere un parallelo, una nuova riflessione nata dall’incontro tra figure sacre femminili, distanti tra loro nel tempo e nello spazio, ma sorprendentemente in risonanza. Mi sta nutrendo nel dare senso a questo periodo e spero accenda 🔥 qualcosa anche in voi.

Sono mesi che vivo una forte sincronicità con l’elemento del Fuoco. Da quando ho intrapreso il primo workshop con Amenti Movemeant, questo elemento coglie continuamente la mia attenzione e ricerca. Inoltre, secondo l’astrologia cinese, stiamo per entrare nell’anno del Cavallo di Fuoco, quindi credo non sia una questione solo mia... sono sicura succede anche a molte/i di voi.


In ironico equilibrio divino, qui sulla costa portoghese è apparentemente tutt’altro che focosa la situazione. C’è tantissima acqua e tantissimo vento. Stiamo vivendo un evento climatico fuori misura, 3 tempeste di seguito che stanno causando gravi disagi alle persone, distruzione ambientale e una profonda sensazione di instabilità collettiva. Eppure, anche se sono aqua e vento, a me sembra stiano incarnando l’energia del fuoco che trasforma.


Sono arrivata a questa conclusione attraverso l'osservazione incrociata di queste 4 figure.


🔥#1

Il 1 Febbraio in Irlanda si è festeggiata Santa Brigida, di cui sono venuta a conoscenza grazie ad un'amica irlandese qui a Lisbona. Lei, artista, mi stava mostrando con passione l'immagine e i colori dell'icona e mi ha raccontato del fuoco che tiene in mano, simbolo della luce della fede, della carità e della presenza dello Spirito. Si narra che nel suo monastero ci fosse un fuoco perpetuo tenuto costantemente in vita per proteggere la comunità.

Santa Brigida è un'opera di sincretismo tra culture, quella Cristiana e quella Pagana. La dea pagana Brigid era la custode del fuoco, rappresentava la della soglia tra mondi—vita e morte, Inverno e Primavera (trasformazione).


Tornando a casa non riuscivo a smettere di pensare alle altre figure femminili sacre che conosco legate all’elemento del fuoco e come queste abbiano un aspetto molto meno pacato. In India, questa forza primordiale, quella della Trasformazione, è incarnata da Kali.


🔥#2

Kali nell’Induismo è la manifestazione del tempo (kāla) e della distruzione dell'illusione dell'ego. Viene rappresentata con pelle nera o blu, che rappresenta il vuoto cosmico, e la collana di teste che rappresenta la dissoluzione dell'ego. Kali non è maligna, è implacabilmente vera. Sceglie la verità invece che l'essere adorata. Nasce dalla fronte di Durga durante una battaglia contro i demoni. La sua furia diventa così totale che rischia di distruggere il cosmo e solo Shiva, offrendosi come base, riesce a fermarla: quando Kali lo riconosce, si placa. Lei è l’archetipo del fuoco sacro della trasformazione radicale, non addomesticata.


La mia passione per gli archetipi, i simboli e l'iconografia non è una novità. Fin da piccola sono sempre stata affascinata dai personaggi guida, storie morali o figure protettrici narrate nelle fiabe, cartoni animati o film.

Se mi seguite da un pò di tempo, forse avete notato che a volte uso giocattoli e modellini per evocare l'Ombra e la Luce: Splinter, il Maestro delle Tartarughe Ninja e Sorceress, la sacerdotessa e guardiana del castello di Grayskull nel cartone He-Man. 😅


Eh-eh, ognuno ha i suoi beniamini....


Tornando alle figure sacre femminili connesse dal fuoco, quel personaggio alato femminile di He-Man è ispirato dall'arte storica, cioè dalle rappresentazioni della Dea mesopotamica Ishtar.


🔥#3

Ishtar la studio da tempo, perché da quando cerco nomi per le mie collane mi perdo in ore di ricerche sulle religioni del mondo! Lei mi colpì subito grazie a Sorceress: era un’immagine familiare, che risuonava dentro di me.

Quello che non sapevo delle Divinità antiche è che sono spesso duali: Ishtar, per esempio, è sia Dea dell’amore, della fertilità, del desiderio, ma anche della guerra, della distruzione e del caos. Queste figure non incarnano mai un solo aspetto dell’energia: integrano in sé l’intero spettro, senza separazioni.

Ishtar incarna il fuoco del desiderio vitale, quello che muove, che chiama, che accende. È eros, pulsione creativa, fame di vita. Ma è anche il fuoco che non accetta compromessi: quando viene repressa, negata o tradita, diventa devastante. Non per punire, ma per ristabilire verità.


L'intensivo con Amenti mi ha permesso di approfondire archetipi nuovi: quelli della spiritualità Kemetica (Antico Egitto). Durante il corso non si è mai entrati nel dettaglio, e questo ha dato spazio alla mia ricerca di essere libera da commenti che mi avrebbero magari influenzata. Ho scoperto figure estremamente affascinanti, soprattutto le loro rappresentazioni. Molte di queste sembrano abbiano ispirato lo yoga indiano, tant'è che molti riconducono l'origine dello yoga a questa filosofia (ma questa è tutta un'altra storia).


🔥#4

Sekhmet in Egitto è la Dea della guerra, del fuoco solare e della giustizia punitiva, ma anche guaritrice. Sekhmet punisce chi rompe Ma'at (Verità) e ristabilisce l'ordine attraverso il fuoco. La sua forza è trasformativa, distrugge il caos per permettere la rinascita. Viene raffigurata con la testa di leone, spesso con le mani che tengono armi (un bastone o un ankh), un disco solare, a volte seduta o in piedi. Anche lei quindi, rappresenta la trasformazione, la purificazione senza bypassare la violenza e la distruzione che esse implicano.



Non trovate anche voi che siano tutte espressioni diverse di uno stesso nucleo energetico, lo stesso archetipo universale? La forza necessaria per purificare ed andare avanti non è docile. Ed è messa in mano al corpo femminile. Sekhmet, Ishtar e Kali condividono l'aspetto "negativo" della distruzione finalizzata alla purificazione e alla trasformazione spirituale. Santa Brigida ha la stessa funzione ma addomesticata: usando guarigione e protezione invece di forza violenta, anche lei rappresenta il passaggio, la trasformazione. Il fuoco, in tutte queste figure, è processo di verità.


Con questo messaggio non voglio fondare alcun teorema, l'emozione che sento nel tracciare questi collegamenti mi guida semplicemente nel portare ad altre persone la voglia di riflettere e di meravigliarsi della natura umana.


«Gli archetipi sono contenuti dell’inconscio collettivo che si manifestano come immagini e motivi ricorrenti.»

— C.G. Jung, Gli archetipi e l’inconscio collettivo


Quando le società affrontano crisi, passaggi o rifondazioni, questo archetipo riemerge — con nomi diversi, ma con la stessa intensità simbolica. Avete notato quanto impazziamo sui social per i discorsi sull’“Anno del Cavallo di Fuoco”? A me non sembra altro che il modo contemporaneo di dare forma e sublimare l’energia che sentiamo dentro: necessità di Rigenerare.


«Il sacro non distrugge il mondo: lo rifonda.»

— Mircea Eliade, Il sacro e il profano



Queste figure governano i momenti liminali, quando una forma di vita non può più continuare. Le soglie sono spazi pericolosi, e non a caso nella spiritualità sono spesso affidate al femminile. Che sia un indice del fatto che si crede il corpo femminile profondamente forte e potente?


«La dea è la forma della vita che conosce sia la nascita che la morte.»

— Joseph Campbell, The Power of Myth



Chissà se dopo questa lettura, non vi venga voglia di osservare, cercare e notare simboli o richiami verso il fuoco.

Potreste anche vedere questa riflessione come un un sincretismo forzato, frutto del mio ritiro solitario nel bel mezzo di una frattura personale e climi sociali e naturali tempestosi.


Io però vi invito a farvi convincere che in effetti esista una memoria profonda collettiva e che l’arte, gli archetipi, non siano altro che la prova di questa interconnessione tra tutto.


Spero di lasciarvi con la sensazione che l’arte, visiva o sonora, possa offrirci la certezza che esiste qualcosa che va oltre a ciò che tocchiamo. Che vi dia una fede rafforzata verso dimensioni impalpabili, più potenti della materia.


E, soprattutto, che vi sentiate motivat* ad abbracciare il vostro fuoco trasformativo.


«Kali non è la distruttrice della vita, ma dell’illusione.»

— Heinrich Zimmer, Myths and Symbols in Indian Art and Civilization

















Un abbraccio rigenerativo!


 
 
 

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